Il rendimento dell'impianto (e quindi il suo ritorno economico) è influenzato da diversi fattori, alcuni legati alle peculiarità dell'impianto stesso (taglia, posizione, installazione ecc...), altri alla modalità di ritiro dell'energia prodotta.
Prima di specificare quali sono queste modalità, è necessario chiarire chi sono i soggetti preposti al ritiro e all'incentivazione dell'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico. Si distingue infatti tra: - il GESTORE DI RETE: la societá che gestisce la rete elettrica pubblica; - il GESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI (GSE): società interamente controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che si concentra sull’incentivazione e la gestione della produzione di elettricità da fonti rinnovabili. A determinare il ritorno economico dell'impianto è quindi la somma di due fattori: 1. l'incentivo erogato dal GSE su tutta l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico; 2. la vendita dell'energia prodotta dall'impianto tramite gli strumenti di Scambio sul Posto, vendita diretta o vendita indiretta ("ritiro dedicato"). Questo sistema è slegato dalle tariffe incentivanti e dipende dalle oscillazioni del prezzo dell'energia sul mercato.
L'importo dell'incentivo erogato dal GSE è facilmente calcolabile, in quanto dipende solo dalla taglia e dalla tipologia di installazione. Nel corso dei mesi esso subirà una graduale decurtazione (vedi tabella). Questa decurtazione avrà frequenza semestrale dal 2012 al 2016.
 - Tabella tariffe incentivanti 2012 (clicca per ingrandire)
Il Conto Energia prevede anche dei “premi aggiuntivi”. I premi sono previsti nei seguenti casi: • Incremento di 5 c€/kWh per bonifica amianto; • Premio del 10% per gli impianti che utilizzano componenti prodotti all’interno dell’Unione Europea (min 60% del costo di investimento); • Premio del 5% per impianti ubicati in zone classificate come miniere; • Esclusione dal premio del 5% per impianti ubicati in zone classificate come commerciali.
La cessione dell'energia può essere fatta con diverse modalità. Scambio sul Posto: consente di immettere in rete l’energia elettrica prodotta ma non immediatamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento successivo per soddisfare i propri consumi. Con questo tipo di gestione, si può dire che la rete assuma la funzione di una "batteria", caricata quando l'utente produce più energia di quanta ne consumi e scaricata quando avviene il contrario. Il servizio di Scambio sul Posto è regolato dal GSE, il quale provvede a erogare un contributo trimestrale calcolato sulla base delle informazioni che i Gestori di rete e le Imprese di vendita inviano periodicamente al GSE stesso. Esaminando il caso di un impianto di piccola taglia (1 - 3 kW), come quello che si potrebbe progettare per una casa, il ritorno dell'investimento con modalità di Scambio sul Posto è così classificabile: 9 - 11 anni per l'Italia Settentrionale, 7 - 9 anni per l'Italia Centrale e 5 - 7 anni per l'Italia Meridionale (dati indicativi). Vendita diretta: l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico viene venduta a un trader/grossista o in borsa, previa iscrizione al mercato dell'energia elettrica tramite apposita domanda di ammissione al GME (Gestore Mercati Energetici). Questa opzione è consigliabile in caso di impianti produttivi di grossa taglia. Vendita indiretta o "ritiro dedicato": per l'energia immessa in rete prodotta dall'impianto fotovoltaico, il GSE riconosce al produttore una tariffa calcolata in base al costo di mercato della zona di ritiro.
 - Modalità di cessione dell'energia a seconda del tipo di impianto (clicca per ingrandire)
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